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RADIO AUT

la nascita

Il 25 marzo del 1970, alle ore 19,30 sui 98,5 mhz in modulazione di frequenza e sulla lunghezza d’onda di m 20.10 delle onde corte, da Partinico Danilo Dolci, Franco Alasia e Pino Lombardo, si chiusero nei locali del "Centro studi ed iniziative"; per dare vita clandestinamente alla prima esperienza di radio libera in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La radio trasmise solo per 27 ore perché bloccata da un’azione a sorpresa di polizia e carabinieri. Chi si fosse messo all’ascolto avrebbe potuto sentire: “ S.O.S…S.O.S…Qui parlano i poveri cristi della Sicilia occi­dentale, attraverso la radio della nuova resistenza. Qui si sta morendo…Sicilia­ni, Italiani, uomini di tutto il mondo, ascoltate: si sta compiendo un delitto di enorme gravità, assurdo, si lascia spe­gnere un’intera popolazione…” L’appello durava circa 20 minuti ed era seguito da una serie di altri messaggi che denunciavano lo stato di abbandono e di sfascio della popolazione delle Valli del Belice colpita dal terremoto.

La conoscenza di Peppino Impastato con Danilo Dolci e l’eco della sua pur breve impresa radiofonica non poté che affascinare Peppino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovettero però passare un pò di anni perché Peppino potesse veder realizzato il suo sogno nascosto, aprire la sua radio.

L’occasione arriva nel 1976 Peppino, il cugino Francesco Impastato ed il loro amico Danilo Sulis organizzano il “Raduno nuove tendenze" di Spiaggia Magaggiari. Danilo che già trasmetteva a Radio Pal registra concerti e dibattiti ed invita Peppino in radio a commentarli con lui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Erano i primo giorni delle radio libere degli anni 70. Al termine della trasmissione Peppino colpito favore dall’esperienza chiede a Danilo di trovargli un trasmettitore per aprire una radio a Cinisi. La cosa non era semplicissima, ma la successiva nascita a Palermo di Radio Sud, che vedrà la fusione di tutte le radio della sinistra, farà avanzare alcuni trasmettitori. Tra questi, quello di Radio Casbah prima e quello di Radio Apache dopo che Danilo tra i collaboratori del nuovo progetto di radio sud, dirotta a Cinisi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

 

 

    Muove così i primi passi Radio Aut. Cinisi si trova in una conca di monti che non permettono l’emanazione delle onde radio a lunga distanza, per questo si opterà per trasmettere da Terrasini il paese adiacente a Cinisi ma in riva al mare.

Da li si poteva essere ascoltati in tutta la costa. Si trova quindi una piccola casetta in corso Vittorio Emanuele non lontano dalla piazza principale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

 

 

 

     Reperito il trasmettitore, trovare le altre attrezzature non fu difficile. Due piatti-giradischi Lenco, una piastra di registrazione Superscope prima e il portatile Sony TC 152SD successivamente, una vecchia radio per il ritorno dell’ascolto. Per il resto a fornire il materiale mancante: un mixer Davoli stereo echo F, un microfono shure e casse fu Francesco Impastato, che di giorno lo usava per la sua attività di musicista ed il pomeriggio lo portava in radio, o secondo le necessità al circolo musica e cultura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine di aprile del 1977 iniziano le prime prove di trasmissione, sulla frequenza di 98,800 mhz.

 

La fascia di trasmissione quotidiana di radio aut copriva solitamente lo spazio dalle ore 18 alle 24 circa.  Due volte al giorno, alle 20 e alle 23 il notiziario.

 

     La trasmissione più note della programmazione è quelle di “Onda pazza”. Andava in onda ogni venerdì sera condotta da Peppino Impastato con accanto, ora questo ora quel compagno a fargli da spalla. In Onda pazza Peppino oltre a non risparmiare la denunzia dei misfatti dela mafia sublimava la sua capacità di satira facendo dell'ironia l'arma principale. L’assenza di altre radio che per difficoltà tecniche non erano ascoltabili nel paese, contribuì ad aumentare il numero di ascoltatori attaccati agli apparecchi radiofonici specie per la conoscenza dei personaggi sbeffeggiati. Questo, intaccando sensibilmente il prestigio e l’immagine dei boss, che di questo si nutrivano, fu probabilmente fatale per Peppino.

 

 

 

 

 

 

 

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Dal film i cento passi

L'attore Giovanni Martorana

interpreta Danilo Sulis

Radio Aut

Danilo Dolci e Peppino Impastato

Manifesto originale

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